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Natura e funzioni del Centro di Informazione e Consulenza

Identità e ruolo degli operatori: alcuni riferimenti normativi.

 

 

 

 

a) Articolo 106 (commi 1 e 2) del T.U. approvato con D.P.R. 309/90
b) Circolare ministeriale n.66 del 14 marzo 1991
c) Circolare ministeriale n.47 del 20 febbraio 1992
d) Circolare ministeriale n.362 del 22 dicembre 1992
 

 

 

a) Articolo 106 (commi 1 e 2) del T.U. approvato con D.P.R. 309/90

  1. I provveditori agli studi, di intesa con i consigli di istituto e con i servizi pubblici per l'assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, istituiscono centri di informazione e consulenza rivolti agli studenti all'interno delle scuole secondarie superiori.

  2. I centri possono realizzare progetti di attività informativa e di consulenza concordati dagli organi collegiali della scuola con i servizi pubblici e con gli enti ausiliari presenti sul territorio. Le informazioni e le consulenze sono erogate nell'assoluto rispetto dell'anonimato di chi si rivolge al servizio."

 

 

 

b) Circolare ministeriale n.66 del 14 marzo 1991

"...E' indubbio che l'istituzione dei centri rappresenta una novità di non semplice e facile attuazione, ma essa può rappresentare (se si coglie tale novità in tutta la sua portata) un'occasione di creare per i giovani un servizio che si configuri come centro di ascolto dei loro bisogni, dei loro problemi.

Per il centro, infatti, possono individuarsi due funzioni fondamentali:

  • offerta di informazione agli studenti in grado di soddisfare in forma qualitativamente valida alcuni loro bisogni: informazioni legate a diversi problemi e interessi (problemi personali, richieste di informazioni sanitarie, problemi giuridici, richieste di informazioni di vario tipo riguardanti aspetti associativi e impiego del tempo libero, ecc.);

  • offerta di consulenza in grado di accogliere e saper accogliere richieste di studenti in difficoltà e/o desiderosi di un orientamento nei propri problemi psicologici e sociali.

Tali funzioni postulano una configurazione del centro non come servizio isolato ed avulso da tutto il contesto scolastico, ma come momento di sintesi a cui concorrono momenti di diversi soggetti e competenze (dagli insegnanti al personale specialistico dei servizi socio-sanitari o degli enti ausiliari presenti sul territorio.).
Non a caso, infatti, la legge prevede la possibilità di realizzare progetti di attività informativa e di consulenza concordati dagli organi collegiali della scuola con i servizi pubblici e con gli enti ausiliari presenti sul territorio.

E' importante, perciò, che siano previsti incontri periodici tra insegnanti ed operatori sociosanitari per discutere sulla tipologia da adottare in relazione alle richieste formulate dagli studenti, in maniera da poter reperire, elaborare, mettere a disposizione dei giovani, informazioni e consulenze (che devono essere "erogate" nell'assoluto rispetto dell'anonimato di chi si rivolge al servizio), saper comprendere i loro problemi, individuando competenze e professionalità atte a soddisfare tali esigenze.
E' pertanto indispensabile una proficua collaborazione tra organi collegiali della scuola e servizi pubblici, caratterizzata da un forte spirito costruttivo perché un tale servizio possa svolgere la delicata funzione ad esso affidata."

 

 

 

c) Circolare ministeriale n.47 del 20 febbraio 1992

"...Ad integrazione di quanto previsto dalla C.M. 66/199 si forniscono ulteriori indicazioni in merito alla natura, alla struttura e alle modalità di funzionamento di questi centri.
Le difficoltà incontrate dalle province che ne hanno progettato l'istituzione mettono in luce la complessità di un'innovazione che presenta diverse possibilità di lettura e di sviluppo. C'è, anzitutto, un nucleo minimo di servizi di cui la legge prevede l'attivazione, quali le funzioni di informazione e di ascolto, che presuppongono personale qualificato e colloqui individuali con gli studenti che ne facciano richiesta.
Se però si considera l'iniziativa alla luce della prospettiva generale dell'educazione alla salute e della creazione di quel clima stimolante e solidale a cui sopra si è accennato, questo Centro può essere visto come uno spazio polifunzionale, che consenta a studenti e docenti un colloquio informale e che preveda la possibilità di un incremento progressivo di strutture e funzioni, in rapporto ai bisogni individuati e alle iniziative che si decida di intraprendere.
Importante risulta, perciò, disporre di almeno un'aula attrezzata, che sia un punto di riferimento per lo svolgimento delle attività del Centro.
Non si tratta di limitarsi ad una attuazione puramente formale della legge, ma di garantire che il Centro sia effettivamente utile e vitale.
Le funzioni del Centro riguardano: l'ascolto e l'aiuto ai singoli studenti per affrontare particolari difficoltà; la ricognizione dei bisogni, delle disponibilità e delle risorse presenti nel mondo studentesco; la ricognizione delle risorse presenti sul territorio; la facilitazione dei momenti di elaborazione e di progettazione dei giovani.
Il Centro si qualifica, allora, non solo come spazio di ascolto e di informazione, ma anche come spazio di animazione, di confronto, di progettazione, allo scopo di migliorare la comunicazione interna, di motivare all'iniziativa e di accrescere la fiducia e la solidarietà nell'ambito dell'istituto.
Per quanto riguarda la struttura, in questa fase iniziale non sembra opportuno legarsi a formule organizzative rigide. In ogni caso il Centro attuerà le più opportune forme di collaborazione interistituzionale e avvierà l'elaborazione di schemi progettuali concordati dagli organi collegiali della scuola con i servizi pubblici e con gli Enti ausiliari presenti sul territorio."

 

 

 

d) Circolare ministeriale n.362 del 22 dicembre 1992

"...La funzione dei centri, anche sulla base delle prime esperienze di cui si ha notizia, appare così descrivibile:

  • offerta di informazioni agli studenti mirata a soddisfare bisogni relativi a diversi problemi ed interessi (problemi relazionali nella scuola, progettazione di iniziative culturali, sportive, ricreative, organizzazione di modalità di accoglienza per i compagni più giovani, di informazioni per la soluzione di problemi personali; informazioni relative alla carriera scolastica, al mondo del lavoro, alle opportunità offerte da norme, istituzioni, agenzie pubbliche e private, italiane ed estere);

  • offerta di consulenza in grado di recepire richieste di studenti in difficoltà o, comunque, desiderosi di un orientamento per la soluzione di problemi di natura psicologica e sociale.

Per lo svolgimento di tali funzioni, che configurano il centro come spazio in cui viene erogato un servizio, che opera sul piano delle relazioni interpersonali, avvalendosi di strumenti propriamente culturali, si rende necessario assicurare alcune condizioni attuative riguardanti:

  • l'individuazione di una struttura di riferimento (aula attrezzata);

  • modalità e canali per far conoscere il Centro nella scuola;

  • definizione degli orari, delle modalità operative, dei supporti informativi e di documentazione forniti agli studenti e procedure per l'utilizzo;

  • forme di coordinamento del Centro;

  • criteri per intese tra singolo istituto e servizi territoriali;

  • possibile aggregazione di piu istituti scolastici nel caso in cui una scuola si configuri come polo rispetto al territorio.

Si auspicano forme di collaborazione con enti e associazioni che abbiano provata esperienza e competenze nel campo delle problematiche giovanili; e si ricorda che la consulenza psicologica È bene che venga offerta da persone diverse dagli insegnanti della scuola, per evitare confusioni di ruoli."